C’è un suono che a Nicotera non si sentiva da tempo: quello di una chiave grande che gira in una serratura dura, il legno del portone che cede piano. Dietro, al piano nobile del Palazzo Vescovile – Museo Diocesano di Nicotera, ci sono stanze rimaste a lungo nella penombra. L’aria che sa di chiuso, le imposte accostate, la luce che entra a fatica e disegna righe sul pavimento. Il 6 luglio 2026 quel portone si riapre. E dietro c’è un percorso su due piani, che attraversa secoli di storia, pronto a essere di nuovo guardato e vissuto.
Un museo chiuso non contiene niente
Un museo chiuso è una cosa curiosa.
Continua a custodire tutto: i crocifissi, gli argenti, le pergamene. Eppure, finché la porta resta serrata, è come se non custodisse niente. Gli oggetti hanno bisogno di occhi per esistere davvero. E gli occhi che contano di più sono quelli di chi a Nicotera ci vive, anche temporaneamente. Quelli del ragazzo che gira l’angolo del Palazzo ogni mattina andando a scuola. Della signora che il museo lo ricorda di quando era aperto, e sa ancora dirti in quale sala stava cosa, o quale attività ha vissuto lasciando un ricordo indelebile. Del bambino che non l’ha mai visto, perché quando ha chiuso lui non era ancora nato.
Per anni sono cresciute a Nicotera intere generazioni di ragazzini con, in mezzo al paese, un museo in cui non potevano entrare. Riaprirlo non è soltanto rimettere delle opere in mostra. È restituire a una comunità un pezzo di sé che dava quasi per perso.
Quello che il museo tiene insieme
Quando entri, il tempo non è in fila per data. È tenuto insieme dalla fede e dalle mani che lo hanno attraversato: i pezzi più antichi arrivano da lontano, reperti greco-romani e tracce di età normanna, e da lì il percorso sale fino al Novecento. La maggior parte delle opere proviene dalla Concattedrale di Nicotera e dalle chiese del territorio: è la memoria religiosa e artistica della città, radunata in un posto solo.
Dalla Concattedrale alle sale del Palazzo
C’è un crocifisso ligneo del 1498, attribuito a Colella di Jacopo, che è tra i più importanti del Sud Italia: lo si capisce senza bisogno che te lo spieghino, appena ci stai davanti. Ci sono argenti liturgici lavorati fino a sembrare merletto, un ostensorio settecentesco tempestato di pietre, paramenti sacri e tessuti che raccontano una Calabria che per secoli ha lavorato ed esportato la seta. E un archivio di pergamene e documenti che è, in fondo, la contabilità dell’anima di un territorio: lasciti, atti, mani che hanno scritto e firmato per secoli.
C’è anche una sala che sposta lo sguardo dall’altare alla casa: attrezzi del mondo contadino, oggetti della tradizione, strumenti musicali popolari calabresi del primo Novecento – le lire tra questi – dello stesso genere di quelli studiati da Raffaele Corso, l’etnoantropologo nicoterese che per primo in Italia ha insegnato a leggere il valore di questi oggetti minori. La memoria che il museo custodisce, insomma, non è solo quella dei vescovi e degli altari. È anche quella delle mani che lavoravano la terra.
Un museo che si riapre una stanza alla volta
Non aprirà tutto insieme, ed è giusto così. Nella prima fase si visitano le sale dedicate ai documenti, alle pergamene, ai paramenti e agli argenti; le altre stanze si aggiungeranno poco per volta. Un museo che si riaccende una stanza alla volta, come una casa grande che torna piano piano a essere abitata.
La sera in cui Nicotera si riprende il suo museo
Il 6 luglio, alle 18.30, si taglia il nastro e si entra. Ma la cosa che racconta meglio che museo sarà questo non è tanto il taglio del nastro.
Finita la visita, suona il maestro Romolo Calandruccio, che da anni dirige il coro polifonico Musica Nova e studia la chitarra dell’Ottocento suonandola su strumenti d’epoca. Poco prima, in una delle sale, hai visto una lira del primo Novecento ferma in una vetrina: qui torna a suonare, viva. La musica che riapre il museo, insomma, è musica e cultura nicoterese.
Poi, in piazza, nello spazio tra il museo e la cattedrale, ci sarà un aperitivo di benvenuto, cucina mediterranea, offerto dai commercianti del paese (One 15.9 e ‘U Vicu). È semplicemente il modo in cui qui si accoglie: si apre una porta e si mette qualcosa sul tavolo. L’ospitalità, a Nicotera, non è un servizio che si compra. È una pratica di tutti i giorni, ed è la nostra via maestra.
Il palazzo, e chi lo ha tenuto in piedi
Le origini del Palazzo Vescovile risalgono forse già al Trecento, anche se è nel Cinquecento che assume l’aspetto che in gran parte conserva ancora oggi. Il museo, invece, è più giovane: nasce nel 1975 e negli anni cresce, fino ad avere una pinacoteca e nuove sale. Nella stessa sera della riapertura viene intitolato a monsignor Domenico Tarcisio Cortese, il vescovo che a quella crescita aveva legato buona parte del suo lavoro.
Come arrivarci e quando andarci
Il museo si trova nel Palazzo Vescovile, nel centro storico di Nicotera: lo stesso borgo di vicoli, archi e affacci sul mare che si gira a piedi, senza fretta.
Dove: Palazzo Vescovile, centro storico di Nicotera (VV)
Trovi le informazioni sempre aggiornate nella guida di Destinazione Nicotera, alla scheda del luogo.
Un consiglio, se puoi: non farne una tappa mordi-e-fuggi. Il museo puoi visitarlo insieme ad una passeggiata più lunga, il borgo, la Concattedrale a pochi passi, e la luce del tardo pomeriggio, quando il paese rallenta.
Domande frequenti
Quando riapre il Museo Diocesano di Nicotera?
Lunedì 6 luglio 2026, con la cerimonia di apertura alle 18.30.
Dove si trova?
Nel Palazzo Vescovile, nel centro storico di Nicotera, in provincia di Vibo Valentia.
Che cosa si può vedere?
Un percorso su due piani che attraversa secoli di storia: dal crocifisso ligneo del 1498, tra i più importanti del Sud Italia, agli argenti liturgici e ai paramenti sacri, fino alla sala dedicata alla tradizione contadina e agli strumenti musicali popolari calabresi. Le opere provengono in gran parte dalla Concattedrale di Nicotera. Le sale vengono aperte progressivamente.
A chi è intitolato il museo?
A monsignor Domenico Tarcisio Cortese, il vescovo che negli anni ne promosse l’ampliamento.
Quali sono gli orari e il costo del biglietto?
Trovi le informazioni aggiornate nella guida di Destinazione Nicotera.
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