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2h
Entro 3 giorni
15 persone
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Basta poco per rallentare: il verde di un uliveto, l’ombra di una pianta piantata prima che nascessero i nonni di chi oggi la cura. A Limbadi, tra le colline che guardano verso Nicotera, questo momento si chiama Frantoio Tenuta Mafrica.
È la famiglia Muzzupappa ad accogliere i visitatori. Un’azienda che si tramanda da generazioni, dove ognuno in casa ha un ruolo preciso nel far funzionare la terra, il frantoio e la fattoria. Più di cinquemila piante di ulivo, alcune plurisecolari, di cultivar autoctone calabresi come l’Ottobratica, Cicerello (Presidio Slow Food) e il Tombarello.
Il percorso comincia tra le piante, dove la guida esperta di Giovanni racconta le fasi che portano dall’oliva all’olio extravergine, la raccolta, la spremitura, le caratteristiche che rendono un olio diverso da un altro, una camminata tra i filari, con il tempo di fermarsi, guardare, fare domande.
Durante la passeggiata incontreremo asinelli, cavalli, pony, caprette, abituati alla presenza di chi viene a trovarli e curiosi quanto basta per farsi avvicinare. Per chi viaggia con bambini, questo è spesso il momento che si ricorda più a lungo.
A metà percorso, una merenda semplice: pane e il loro extravergine, il modo più diretto per capire cosa distingue un olio genuino prima ancora di parlarne. Il percorso si chiude con la degustazione vera e propria: diverse etichette della gamma di extravergine, insieme a dei patè (a seconda della disponibilità), guidata da chi sa spiegare i sentori, le differenze tra le cultivar, e perché un olio buono fa bene oltre che piacere.
Si esce da Tenuta Mafrica con le mani che sanno ancora di terra e un’idea più chiara di cosa significhi, davvero, “olio buono”, risultato di piante secolari, di una famiglia che le conosce a una a una, e la pazienza di chi il tempo lo ha sempre misurato in stagioni di raccolta.